10 Gen 2011

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La visione introspettiva dei personaggi di Beatrice di Tenda

La visione introspettiva dei personaggi di Beatrice di Tenda

Amore e politica, potere e bramosia, onore e codardia: questi gli elementi di una Beatrice di Tenda affrontata dal punto di vista onirico dal regista Henning Brockhaus e andata in scena al Teatro Bellini di Catania sotto la direzione di Antonio Pirolli.

“Attraverso un linguaggio onirico si è cercato di dare coesione al rapporto tra musica e rappresentazione scenica, instaurando tra esse un parallelismo e cercando di rendere attraverso la regia, la scenografia e i costumi l’intenzione poetica dell’autore”. Questo si legge nelle note di regia ed è proprio grazie al simbolismo ed ai colori che viene marcata la situazione psicologica dei personaggi e l’antitesi fra la fiera ed orgogliosa Beatrice (Rachele Stanisci) che preferisce morire piuttosto che sapersi disonorate ed il vile Filippo (Luca Grassi), il quale, ingrato per un potere che non deriva dalle armi ma solo dalla “dote” della moglie, si vuole sbarazzare di lei senza avere il coraggio di farlo apertamente.

Le coreografie molteplici e gli effetti speciali rendono la storia più vicina ai nostri giorni, mentre le maschere all’inizio dei due atti fanno pensare ad una visione pirandelliana della realtà.

Le figure di Agnese (Nidia Palacios) e Orombello (Giorgio Casciarri), esprimono la profonda umanità dei personaggi, evidenziandone le debolezze e le gelosie.

Nel finale il giudizio, la tortura, i pentimenti e poi il perdono di una Beatrice che, vestita ormai di bianco, simbolo dell’amore casto, sottolineato dalla purezza dei gigli, muore fra la commozione della folla vestita a lutto.

Una riflessione sulla nozione del potere e dell’onore offerta forse nell’augurio che tali valori possano essere ritrovati, senza l’accostamento a personaggi attuali, appunto non voluto dal regista, ma che in realtà vengono in mente.

Che l’opera di Vincenzo Bellini, scritta in fretta con il librettista Felice Romani e causa di rottura fra i due, possa essere il ritratto di una società che, seppur cambiata, rimane in nuce sempre uguale?

Angela Allegria
10 gennaio 2011
In Italia Notizie

Foto di Giacomo Orlando

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